L'URLO DI THURAM, BENFICA PIEGATO 1 - 0 A SAN SIRO

I nerazzurri battono i lusitani grazie alla rete di Thuram

Chi trascina chi? Come facciamo ora a dirlo, a spiegarlo? Simbiotica, commovente, unica: la connessione tra il pubblico nerazzurro e la squadra in campo. Funziona così: vinceremo insieme. Ed eccoci qui, a raccontare uno dei secondi tempi più elettrizzanti degli ultimi tempi, minuti in cui la magia di San Siro si è fusa con la furia dei nerazzurri in campo. Dopo lo 0-0 del primo tempo sembrava proprio ci volesse qualcosa per cambiare la storia, per spazzare via ogni cosa. L'ingresso in campo anticipato dopo l'intervallo è stato il segnale: tutti insieme, avanti. E l'Inter ha martellato, è salita di colpi. Cross e colpo di testa fuori, traversa di Lautaro, ribatutte a volontà in area piccola. San Siro brucia, chiama il gol. Canta. Palo di Lautaro. Maledizione? No, la spezziamo, insieme. Thuram fa centro, poi ancora avanti tutta: gol annullato, salvataggio sulla riga, parata incredibile di Trubin, altro miracolo del portiere. Fatica? Sì, ma vittoria. 1-0, strameritato, stra-stretto. Contava vincere, è contato farlo anche dando un segnale di forza, di grande testa, di forza fisica. Tutto, c'è stato tutto in questa Inter.

Un tuffo nel recente passato, uno sguardo fondamentale al presente. Inter-Benfica, come lo scorso 19 aprile. Quella sera San Siro ribolliva e spingeva i nerazzurri in semifinale di Champions League, dopo un 3-3 bugiardo, in un doppio confronto tutto interista. Ora la fase a gironi, dopo il pari nella prima giornata con la Real Sociedad. Una notte da non fallire, per inseguire la prima vittoria, per incamminarsi in un girone intricato, soprattutto alla luce della vittoria degli spagnoli sul campo del Salisburgo. L'11 iniziale è senza sorprese, come è senza sorprese il ritmo con cui inizia la sfida: alto, quasi folle, alimentato da una voglia tutta portoghese di provare a far male, fin da subito.

Aggredisce sul centrodestra la squadra ospite, con Di Maria molto ispirato, ma soprattutto con il norvegese Aursnes, uomo ovunque, capace di infilarsi, di inserirsi, di concludere (era andato a segno proprio a San Siro, pochi mesi fa). L'Inter si compatta, poi riesce a distendersi: lo fa bene, coinvolgendo spesso Dumfries, molto in palla sulla destra. Ripartenze veloci, garantite da una ottima freschezza atletica. Sommer conserva lo 0-0 con una grande parata proprio su Aursnes dopo che Dumfries aveva sfiorato il vantaggio. Sono più che altro le transizioni a dare spinta all'Inter, pericolosa con Calhanoglu e poi con Barella, con belle conclusioni da fuori. Manca lo spunto in area, mentre dalla parte opposta il Benfica cerca sempre infilate verticali - soprattutto per Neres - e inserimenti alle spalle dei difensori con palle in profondità.

Il secondo tempo è una storia a sé, un racconto che chi era sugli spalti a San Siro farà fatica a mandare a memoria per la quantità di pagine scritte. Di tutto, succede di tutto perché l'Inter aumenta ritmo e pressione, cresce nella qualità dei singoli e delle giocate di squadra. Il Benfica è letteralmente annichilito, soffre, viene salvato dai legni. La traversa di Lautaro grida vendetta, sarebbe stato un gol bellissimo. Poi sale in cattedra Trubin, che para tutto quello che può, tutto quello che passa nell'area piccola. Una battaglia con Lautaro, che coglie anche un palo clamoroso, si vede negare il gol in ogni modo, anche con un salvataggio disperato sulla linea.

Poi, poi Thuram fa cadere il muro: l'imbeccata è di Barella, la corsa di Dumfries, che serve un assist al bacio. Il destro di Tikus è devastante, misto di liberazione e gioia. Urla tanto San Siro, che sente il merito di aver sospinto la squadra nel momento decisivo. Poi ancora Inter, un mare di occasioni, in mezzo a un nervosismo causato anche da alcune chiamate arbitrali. Così il Benfica resta in gioco, fino al 96'. Lunghi minuti, tra ripartenze nerazzurre e chiusure perfette in difesa. Fino al fischio del direttore di gara, un fischio che regala i tre punti, una vittoria sacrosanta, bella, di tutti noi interisti.

INTER BENFICA 1-0 | TABELLINO

MARCATORI: 62' Thuram (I)

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 28 Pavard, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries (36 Darmian 72'), 23 Barella (14 Klaassen 91'), 20 Calhanoglu (21 Asllani 82'), 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco (30 Carlos Augusto 82'); 9 Thuram (70 Sanchez 72'), 10 Lautaro.
A disposizione: 12 Di Gennaro, 77 Audero, 6 De Vrij, 7 Cuadrado, 31 Bisseck, 49 Sarr.
Allenatore: Simone Inzaghi.

BENFICA (4-2-3-1):  1 Trubin; 6 Bah (44 Araujo 22'), 30 Otamendi, 5 Morato, 14 Bernat (9 Cabral 79'); 87 Joao Neves, 10 Kokcu (33 Musa 68'); 11 Di Maria (13 Jurasek 79'), 8 Aursnes, 27 Rafa Silva (22 Chiquinho 68'); 7 Neres.
A disposizione: 24 Soares, 45 Kokubo, 17 Gonçalo Guedes, 19 Tengstedt, 20 Joao Mario, 47 Antunes, 61 Florentino.
Allenatore: Roger Schmidt.

Ammoniti: Lautaro (I), Barella (I), Dumfries (I), Asllani (I).

Recupero: 2'- 5'

Arbitro: Makkelie (NED)
Assistenti: Steegstra, De Vries (NED)
Quarto ufficiale: Lindhout (NED)
VAR: Dieperink (NED)
Assistente VAR: Kajtazovic (SVN)

Fonte: https://www.inter.it/it/notizie/inter-benfica-champions-league-2023-2024

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